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Plant-based e vegano

3 min di lettura Ultimo aggiornamento Ultima modifica da la redazione di itsvegan 25 visualizzazioni
Indice (6)
In breve
Termine «vegan» coniato
1944
«Plant-based» diffuso
Dagli anni ’80 in poi
Ambito di «vegano»
Alimentazione e stile di vita
Ambito di «plant-based»
Soprattutto alimentazione
Sovrapposizione
Molti prodotti rientrano in entrambe le categorie

I termini plant-based (“a base vegetale”) e vegano vengono spesso usati come sinonimi, ma hanno origini e connotazioni diverse. In generale, “vegano” indica una filosofia e un modo di vivere che escludono, per quanto possibile, i prodotti animali e lo sfruttamento degli animali, mentre “plant-based” si riferisce soprattutto a un’alimentazione o a un prodotto alimentare composto principalmente o interamente da vegetali.

Origine dei termini

La parola vegan fu coniata nel 1944 da Donald Watson e dai fondatori della Vegan Society nel Regno Unito (vedi storia del veganismo). Fin dall’inizio indicava sia un’alimentazione sia una posizione etica contraria all’uso degli animali.

L’espressione plant-based in senso alimentare si diffuse negli anni ’80, e al biochimico nutrizionista statunitense T. Colin Campbell viene spesso attribuito il merito di averla promossa per descrivere un’alimentazione basata su alimenti vegetali integrali, con un’attenzione rivolta alla salute più che all’etica. L’espressione affine “whole-food, plant-based” (WFPB, “a base vegetale e di alimenti integrali”) indica un’alimentazione che privilegia alimenti vegetali poco lavorati e spesso limita oli, zuccheri e sale aggiunti.

Differenze principali

AspettoVeganoPlant-based
Obiettivo principaleEtica verso gli animali, spesso insieme a motivazioni ambientali e di saluteAlimentazione e salute, a volte ambiente
AmbitoCibo, abbigliamento, cosmetici, intrattenimento e altri usiDi solito solo il cibo
RigoreEsclude per quanto possibile tutti i prodotti animaliVariabile; può significare solo o prevalentemente vegetali
Alimenti trasformatiNessuna restrizione di principioLe varianti WFPB scoraggiano gli alimenti trasformati

Le differenze principali si possono riassumere così:

  • Ambito oltre il cibo. Chi è vegano di solito evita pelle, lana, seta, cosmetici testati sugli animali e prodotti simili (vedi moda vegana e cosmetici cruelty-free). Chi segue un’alimentazione plant-based potrebbe non applicare questi principi.
  • Grado di rigore. “Plant-based” viene talvolta usato in senso ampio per indicare un’alimentazione prevalentemente, ma non esclusivamente, vegetale. Un’alimentazione vegana per definizione esclude tutti gli ingredienti di origine animale, compresi quelli meno evidenti (vedi ingredienti animali nascosti).
  • Motivazione. Il veganismo nasce da una posizione etica nei confronti degli animali (vedi veganismo etico), mentre l’alimentazione plant-based è spesso motivata da ragioni di salute o ambientali.
  • Qualità del cibo. Il veganismo non pone di per sé limiti ad alimenti trasformati, zucchero o olio. Un’alimentazione WFPB rigorosa sì, anche se alcune persone che definiscono la propria alimentazione plant-based mangiano comunque piccole quantità di prodotti animali.

Uso nell’etichettatura e nel marketing

Dagli anni 2010 molte aziende alimentari preferiscono scrivere “plant-based” anziché “vegano” sulle confezioni. Tra i motivi citati più spesso c’è il desiderio di attirare flexitariani e onnivori che potrebbero percepire la parola “vegano” come restrittiva o legata a una particolare identità.

Questo ha conseguenze pratiche per chi fa la spesa. Un prodotto etichettato come “plant-based” non è sempre vegano: può contenere, per esempio, piccole quantità di derivati del latte, uova o miele, oppure essere prodotto in un modo che non tutte le persone vegane ritengono accettabile. In molti ordinamenti nessuno dei due termini ha una definizione giuridica univoca e le normative variano. Sistemi indipendenti come il Vegan Society Trademark, il V-Label e Certified Vegan offrono criteri più coerenti (vedi certificazioni ed etichette vegane).

Sovrapposizioni e punti in comune

Nella pratica le due categorie si sovrappongono in larga misura. Un piatto di curry di lenticchie con riso è sia vegano sia plant-based. Alimenti come tofu, tempeh, bevande vegetali e formaggi vegani vengono comunemente commercializzati con entrambe le etichette.

Dal punto di vista nutrizionale, gli aspetti da considerare per un’alimentazione interamente vegetale sono gli stessi di un’alimentazione vegana. Entrambe richiedono una fonte affidabile di vitamina B12 e attenzione a nutrienti come vitamina D, iodio e acidi grassi omega-3.

Termini correlati

Altri termini che a volte vengono confusi con questi sono:

  1. Vegetariano – esclude carne e pesce, ma di solito include latticini e uova.
  2. Flexitariano – un’alimentazione prevalentemente vegetale che include occasionalmente carne o pesce.
  3. Plant-forward – un’alimentazione che dà priorità agli alimenti vegetali senza necessariamente escludere i prodotti animali.
  4. Vegano solo a tavola (in inglese dietary vegan) – chi segue un’alimentazione vegana senza adottare il veganismo negli altri ambiti della vita.

Per altre definizioni consulta il glossario vegano.

Vedi anche

Questo articolo è distribuito con licenza CC BY-SA 4.0. Il testo è stato modificato l’ultima volta il 29 ott 2026 · 1 revisione da 1 autore. Come scriviamo Veganpedia ·
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Plant-based e vegano. (29 ottobre 2026). In Veganpedia, itsvegan.org. Consultato il 6 novembre 2026, da https://itsvegan.org/it/wiki/plant-based-vs-vegan
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“Plant-based e vegano.” Veganpedia, itsvegan.org, 29 ott 2026, https://itsvegan.org/it/wiki/plant-based-vs-vegan.
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